Bilancio della trasferta spagnola: alcune novità sono innegabili, ma quest’anno la fiera ha ospitato pochi smartphone veramente in grado di attirare l’attenzione.

Nokia 3310

Barcellona – Dopo due giorni di eventi collaterali e quattro di esposizioni, la saracinesca del Mobile World Congress si abbassa fino al 2018, lasciando osservatori e pubblico a interrogarsi su cosa rappresentino le novità viste in fiera. La risposta è – occhio allo spoiler – non molto, e le motivazioni sono molteplici.

Intanto il prodotto più atteso di questi ultimi mesi, se non altro per via del volume di vendite fatte registrare dal predecessore, in fiera non c’era. Si tratta ovviamente di Samsung Galaxy S8, assente dalla kermesse per via della vicenda dei phablet Note 7 esplosivi, che ha costretto gli ingegneri della società a far slittare tutti i progetti in cantiere per i necessari controlli e le eventuali modifiche e messe in sicurezza.

La latitanza dei processori Snapdragon 835 ha inoltre giocato un ruolo importante in questo senso. Xperia ZX Premium ad esempio è stato uno dei gadget più interessanti della fiera, almeno sulla carta: intanto per via di un esagerato display 4K HDR, il primo della categoria; inoltre grazie alla fotocamera Motion Eye, in grado di catturare filmati all’impressionante rapidità di 960 fotogrammi al secondo.

Purtroppo, avendo proprio l’ultimo SoC Qualcomm come piattaforma, ha potuto mostrarsi solamente in una serie di esemplari non interattivi.

Discorso simile per ZTE: la casa cinese ha dato una dimostrazione delle capacità del chipset statunitense portando al Mobile World Congress il primo smartphone in grado di effettuare download fino a un gigabit per secondo attraverso la rete 4G; il gadget era però un prototipo.

HTC infine ha annunciato il suo HTC U Ultra addirittura a gennaio, portandolo in Spagna senza troppe cerimonie e riservando il lancio del suo vero prodotto di punta provvisto di Snapdragon 835 a un’altra occasione.

Fa riflettere che tra i telefoni ad aver fatto più parlare di sè in questi giorni ci siano state due autentiche operazioni nostalgia. La prima, più concreta, è lo smartphone BlackBerry KEYone: realizzato dai cinesi di TCL e basato sulla mitica tastiera fisica QWERTY che ha reso grande il marchio canadese, si può definire un ritorno atteso ma non certo rivoluzionario; la seconda, quella di Nokia 3310, è stata geniale dal punto di vista del marketing ma riguarda un prodotto che non è neppure smart, e che tra le proprie armi ha una riedizione a colori del gioco Snake.

Eppure di novità interessanti al Mobile World Congress non ne sono mancate: LG G6, nonostante un processore che presto non sarà più all’avanguardia, è un gadget più tradizionale rispetto al predecessore ma divertente da usare, ben costruito e dotato sia di una buona maneggevolezza che di un display ampio e in grado di rapire chiunque lo guardi.

Huawei P10 e P10 Plus hanno migliorato in ogni aspetto i predecessori, partendo da design e qualità costruttiva per finire soprattutto con la fotocamera, impressionante per qualtà, affidabilità e varietà di impostazioni e disponibili. Nokia 6, 5 e 3 grazie alla cura HMD/Foxconn abbasseranno fino a circa 130 euro il prezzo necessario per portarsi a casa uno smartphone robusto e affidabile. Per definire buona quest’annata del Mobile World Congress (almeno dal punto di vista degli smartphone) una manciata di prodotti è poco: mai come quest’anno saranno i prossimi mesi a raccontarci qualcosa di più sui telefoni che desidereremo nell’immediato futuro.

Fonte: Wired.it